Amici miei cari, diversi di voi aspettano notizie sulla programmata gita di metà giugno, che ci porterà in Valcamonica a percorrere le vie del Romanino. Ho fatto il mio solito giro preparatorio, condividendo il piacere del viaggio e anche la responsabilità delle scelte, e mi sono reso conto che una sola giornata, come s’era previsto, è insufficiente, poiché renderebbe tutto molto faticoso ed affrettato. Ho dovuto dar ragione a coloro che nutrivano dubbi e perplessità, perciò ora propongo anch’io due giorni: sabato 15 e domenica 16 giugno.
Nella giornata di sabato potremo visitare l’alta Valcamonica ed essere perciò lungo l’Antica Strada Valeriana, tra Pisogne, ove ci aspetta, oltre al borgo medioevale che s’affaccia sul lago d’Iseo, anche la chiesa di Santa Maria della Neve, la cosiddetta Sistina dei poveri per i suoi particolarissimi cicli pittorici che il Romanino, di ritorno da Trento, ha dedicato alla Passione, Morte e Resurrezione di Cristo nel 1533, su commissione laica della locale vicinia, con un linguaggio figurativo anticlassico ed espressionista (ricordate l’opera e l’influenza del Pordenone sulla generazione dei Campi a Cremona?), che ha dato risultati eccezionali.
Saranno confermati dalla nostra visita alla chiesa di San Antonio di Breno, che espone particolari d’autentica eccezione nei grandi quadri a fresco dell’abside, ove vive una figurazione di personaggi, volti, fisionomie, atteggiamenti, entro ambienti di finte architetture, che portano alla realtà della vita d’ogni giorno, tra commercianti, artigiani di paese, pescatori del lago. La valle, del resto, era via preferenziale dei commerci dell’antichità, tra le città della Padania e i paesi tedeschi e svizzeri dell’arco alpino (legnami, carbone, granaglie, vini, pannilana, attrezzi in ferro). La struttura delle abitazioni (fondaci e botteghe al pian terreno), portici che rinserrano stradine strette, antri voltati, la piazza del Mercato stanno ancor oggi a testimoniarlo insieme a strutture fortificate, che dimostrano la medioevale appartenenza dei borghi al feudo dei vescovi di Brescia fino all’avvento della Repubblica di Venezia, nella seconda metà del Quattrocento.
Dimostrano il realismo del Romanino anche gli affreschi nell’abside della chiesa dell’Annunziata di Bienno, che si sovrappongono ad altre mani frescanti quattrocentesche e si coordinano a sacre conversazioni tra la Vergine e santi di devozione tradizionale o importata ( S. Antonio abate, S. Rocco, S. Cristoforo, S. Nicola da Tolentino, S. Sebastiano etc.), opera soprattutto di Pietro da Cemmo. Da segnalare sono le sue sibille e i profeti delle volte a crociera che sovrastano la navata unica della chiesa, e la problematica figurazione più volte ripetuta del beato Simonino da Trento. Bienno, poi, è uno dei borghi più belli d’Italia e merita per davvero una visita, non solo per gli affreschi del Romanino e di Pietro da Cemmo, ma anche per le antichissime botteghe artigiane del ferro battuto, che visiteremo, e per le sue architetture rustiche a blocchi di pietra locale.
Chiuderemo la visita all’alta Valcamonica con una passeggiata breve, ma molto intensa, nel Parco Nazionale delle Iscrizioni Rupestri, in località Naquane (ci limiteremo a queste, ma ce ne sono altre a Ceto, Cimbergo, Paspardo), sito UNESCO.
Nella giornata di domenica 16 saremo sul lago d’Iseo e, in barca, ne faremo la traversata, approdando pure a Monte Isola. L’organizzazione non è ancora perfezionata, per cui non so dirvi da dove partiremo, forse da Lovere o da Sale Marasino, e quale navigata faremo, ma so dirvi per certo che sarà una mattinata piacevole, riposante, distensiva.
Nel pomeriggio, poi, transiteremo in pullman su stradine della Franciacorta, visiteremo una cantina e, infine, l’abbazia olivetana di Rodengo Saiano (XV secolo), con i suoi tre chiostri, la chiesa ed il refettorio dei monaci, che conservano opere del Romanino, del Foppa, del Gambara. Sarà questa l’ultima tappa; quindi il ritorno.
Vi farò avere a breve un programma completo e dettagliato, con orari di partenza e di arrivo, con indicazioni sul pernottamento, luogo (Lovere o Boario) ed hotel (sto aspettando offerte) e sui costi. Ritengo fin d’ora che l’importo individuale sarà analogo a quello di Cremona, ossia intorno ad € 200. Saremo ovviamente in pullman.
Vi prego – ragioni organizzative (prenotazioni) lo impongono – di farmi avere al più presto le vostre adesioni, indicando pure la scelta della camera (singola, doppia matrimoniale, doppia a letti separati, tripla). Comunicate direttamente con me (mail: giovanni.marcadella2015@gmail.com o tel.: 348 3946280) oppure rispondete alla segreteria (Federica, amiciarchivi@gmail.com). Non oltre il 31 maggio.
Grazie.
Giovanni Marcadella























